A Viterbo: Fraternità e Partecipazione Politica

La Sala Regia del Comune di Viterbo ha ospitato sabato 18 marzo 2017 il convegno «Fraternità e Partecipazione Politica» organizzato dal Movimento politico “Gens nova”, dal Movimento dei Focolari e dall’Associazione “Città per la fraternità”

Sono Intervenuti il prof. Alberto Lo Presti, politologo e docente di Teoria Politica all’Istituto Universitario Sophia, direttore della rivista “Nuova Umanità” e del Centro “Igino Giordani”; il Vescovo di Viterbo Mons. Lino Fumagalli; il sindaco della città Leonardo Michelini, oltre ad amministratori locali. Per l’Associazione Città per la Fraternità erano presenti la presidente Milvia Monachesi, il fondatore Pasquale Boccia e Stefano Cardinali del Direttivo nazionale.
E’ stata senz’altro un’occasione per costruire ulteriori ponti verso una politica nuova orientata esclusivamente al bene comune e per declinare meglio un principio, la Fraternità, poco conosciuto, nonostante la sua storia, con gli altri due principi: Libertà e Uguaglianza.
In quella sede è stata ribadita l’importanza della dimensione relazionale e la partecipazione orizzontale” tra gli enti locali, in modo da rendere le città “laboratori in cui fare esperienze positive da poter poi mettere in rete e moltiplicare in dimensioni più grandi”. Solo declinando la categoria sociale e politica della fraternità nel contesto cittadino è possibile dare risposte concrete ai cittadini e calibrare efficacemente l’agire politico.
La parola fraternità suscita certamente reazioni molto diverse.
Positive, se essa è collocata nel contesto dei rapporti familiari, dove è percepita come sinonimo di sostegno, di prossimità, di condivisione, di calore affettivo. Reazioni quanto meno all’insegna della perplessità, se la fraternità è collocata nell’ambito pubblico, dove al massimo intravediamo nella solidarietà un principio di connessione delle relazioni sociali.
Eppure se guardiamo la storia della fraternità, della sua comprensione, del suo calarsi nelle vicende umane, vediamo che essa è stata, ed è presente, non solo nella vita privata, ma anche nella vita pubblica, anche se molti l’hanno voluta emarginare, se non bandire completamente. Il principio di fraternità ha sì una valenza religiosa-morale, ma altrettanto una laica-naturale.
In conclusione, lanciato da Stefano Cardinali, è stato sancito un “patto” tra gli amministratori presenti per impegnarsi fattivamente per la Fraternità. Alcuni amministratori della Tuscia presenti, hanno mostrato interesse ad unirsi con Viterbo all’Associazione.
Per l’occasione vari Sindaci delle città aderenti hanno inviato un saluto-video o un contributo scritto.

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