Asti, il bon ton tra candidati

PATTO IMPEGNA GLI ASPIRANTI SINDACI A UN CONFRONTO ANTI RISSE

NIENTE risse in campagna elettorale e filo diretto permanente con i cittadini anche una volta eletti. Sono solo alcuni degli impegni assunti dagli otto candidati sindaci di Asti alle elezioni dell’11 giugno, che hanno sottoscritto un “patto tra gentiluomini” e gentildonne, visto che in corsa ci sono anche tre signore. L’accordo — nato da un’iniziativa del Movimento politico per l’unità, che fa riferimento ai Focolarini — impegna i contendenti a lavorare per il bene comune e mantenere, in campagna elettorale, «un confronto sereno e dignitoso con gli altri candidati», che «non sia rissa, ma vero dibattito politico» anche sui giornali. Gli “obblighi” travalicano poi la data del voto, in linea con il nuovo Statuto di Asti, primo comune italiano ad inserire nella sua legge di riferimento il rispetto del principio di fratellanza «quale condizione dell’agire politico, nella condivisa consapevolezza che la diversità è una ricchezza». Secondo il “patto”, anche se eletti in minoranza, i politici dovranno garantire «il rispetto e l’apertura nei rapporti con tutti gli eletti, del proprio come di altri partiti o liste diverse», ma soprattutto dovranno «vivere il confronto non come conflitto ma come risorsa » e ricercare «il più alto coinvolgimento » nella convinzione che «anche le idee degli altri possono essere valide per perseguire il bene della città».

 Fonte: La Repubblica.it 2017 06 01  MARIACHIARA GIACOSA

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