Betlemme e la Fraternità

Betlemme, città palestinese blindata a stretto giro dal muro e soggetta al controllo militare israeliano, ha visto oltre 2000 anni fa la nascita di Gesù, che della fraternità fece la sua missione, punto centrale del messaggio evangelico.
I suoi cittadini vivono una situazione economica-sociale non facile, anche se riservano ai pellegrini e turisti che vi si recano in visita una calorosa accoglienza.
Nella volontà di gettare un ponte con questa città così emblematica, l’Associazione ha voluto incontrare il suo Sindaco, Vera Baboun, in questi giorni in Italia.
Per l’Associazione, ad accoglierla il 9 marzo, c’erano la presidente Milvia Monachesi, i membri del Direttivo Pasquale Boccia e Giuliana Salvucci – accompagnata dalla giornalista e Presidente dell’Associazione “Il ponte del Diavolo” di Tolentino, Carla Passacantando -, i membri del Comitato dei Garanti Giovanni Arletti e Vincenzo Cardaci i segretari Lina Ciampi e Paolo De Maina.
L’incontro si è tenuto nella cornice di Palazzo Lante vicino a piazza di sant’Eustacchio a Roma.
Accompagnava il sindaco, l’addetto stampa dell’Ambasciata di Palestina a Roma, Carolina Zincone.
Dopo la presentazione dell’Associazione da parte della Presidente Monachesi e del fondatore Boccia, la parola è passata alla signora Baboun che, non solo ha portato dolori e speranze della sua città, ma ha anche espresso concetti che potranno servire molto all’impegno e allo sviluppo del principio di Fraternità, con riflessioni che vale la pena riportare.
«Sono la prima donna sindaco di questa città, una città che essendo al centro dell’interesse internazionale dal punto di vista religioso e culturale, è sicuramente una delle città che soffre di più, per l’occupazione e la presenza del muro che è fortemente limitante per la vita dei suoi abitanti che hanno grandi difficoltà di spostamento e di godere delle terre, delle risorse intorno.
Sono molto contenta di discutere con la vostra associazione perché le città sono importantissime nel promuovere la Pace la Fraternità. Betlemme è stata la città che ha dato a tutto il mondo la Fraternità, che ha cambiato, in qualche modo la storia del mondo dal punto di vista umano, religioso, culturale, addirittura il calendario con la nascita di Gesù e quindi dovrebbe essere una città dove la pace, l’amicizia, l’amore, la fraternità regnano e risplendono, invece nonostante questa città ha dato tanto all’umanità, questa città sembra aver fallito perché proprio a Betlemme c’è sofferenza, mancanza di Pace. Forse è necessario liberare la Pace, liberare la Fraternità, liberare l’amore.
Betlemme sembra simboleggiare la necessità che questi “elementi fondanti” per l’umanità debbano essere liberati per potersi sprigionare appieno.
Ma chi può liberare e sprigionare tutto questo?
Molti dicono i politici. Ma i politici dei Governi non sempre riescono in questo e forse sono i sindaci come noi che sono maggiormente chiamati a tutto ciò, innanzitutto essendo solidali tra di loro. Inoltre, i sindaci sono tra il governo e i cittadini, cuore di questo rapporto, sanno meglio interpretare le esigenze del territorio e dovrebbero saper avvicinare il governo alle esigenze dei cittadini. Se si perde il rapporto tra governo e i cittadini con una mediazione non riuscita dei sindaci, si perde anche la fraternità, non la si riesce a far sprigionare.
In arabo c’è una parola che racchiude sia il significato di fraternità che di buon governo che è la parte necessaria che i sindaci dovrebbero coniugare: fraternità e buon governo.
Leggevo di un astronauta che, avendo avuto un incidente con la sua navicella spaziale, sembrava che si perdesse nello spazio. Quando si riuscì a rimediare all’incidente e lui fece ritorno, disse “siamo tornati sulla Terra”, ma lo diceva nel senso siamo tornati “a casa”. Una metafora che fa intendere che la Terra vista nella sua interezza appare come una casa. Se tutti avessimo la stessa visione di questo astronauta, il mondo è la casa comune, forse la fraternità sarebbe più a portata di mano e si realizzerebbe. Forse non essendo mai stati nello spazio non ce ne accorgiamo abbastanza.
Questa fraternità non servirebbe soltanto a preservare e a salvare l’umanità dalle guerre e da tutto ciò che ci divide, ma darebbe protezione alla nostra stessa Terra. C’è stato recentemente a Parigi il summit sui cambiamenti climatici e ora corriamo un grave pericolo sulla situazione dei cambiamenti climatici. Per i prossimi 20 anni dobbiamo vigilare per evitare la catastrofe. Certamente anche la mancanza di Fraternità ha portato ad una situazione drammatica del clima che è un pericolo per tutti. Non possiamo sottovalutare il pericolo dello sfruttamento prevalente e prevaricante delle risorse superiore alla realtà, operando sia trasformazioni demografiche che “strutturali” del Globo. Ora più che mai è necessario operare per la Fraternità. E se non lo facciamo adesso si rischia molto.
L’associazione città per la Fraternità è molto importante per diversi motivi:
1. Avvicinare le istituzioni ai cittadini e guardarsi negli occhi, in un rapporto di prossimità.
2. Sostenere le città attraverso una rete di città. Noi a Betlemme sentiamo la necessità del sostegno di tutti.
3. influenzare le decisioni politiche di Governo.
Il vostro “linguaggio” è molto importante.
Se i sindaci di Israele e di Palestina si potessero parlare col vostro linguaggio molto cambierebbe e si farebbero passi in avanti. Fino a qualche tempo fa ci sono stati degli incontri tra sindaci delle due parti, ma poi sono tornate le divisioni anche perché qualche Governo centrale ha richiamato all’ordine e questi dialoghi sono terminati».

Dopo aver spiegato la complessa situazione politica di Betlemme e dei Territori Palestinesi e l’estrema difficoltà delle Politiche Internazionali per la loro risoluzione, l’Associazione ha espresso la volontà di qualche azione da avviare insieme che con l’ausilio di esperti di progetti di Cooperazione potremmo sviluppare e allargare.
Ci siamo lasciati con l’impegno a risentirci per capire come operare fattivamente e soprattutto ricordarci della realtà di Betlemme che ci auguriamo possa aderire all’Associazione.

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