È scomparso inaspettatamente fr. Jean Baptiste Tilloy. La nostra gratitudine per una vita intensa spesa a favore della convivenza pacifica nella diversità.

Lavorava al decimo anniversario dell’Associazione Vivre ensemble a Cannes fr. Jean-Baptiste Tilloy, il primo a destra nella foto. Era tra i membri fondatori dell’Associazione che pone tra i capisaldi il dialogo a tutto tondo con l’umanità nelle sue differenti appartenenze, privilegiando quella interreligiosa; la conoscenza, l’amicizia sono a fondamento dell’intuizione dei fondatori, evitando il sincretismo grazie al rispetto delle diverse identità. Due per lui le figure di riferimento di questo ambizioso progetto: Giovanni Paolo II, che con lo spirito di Assisi aveva conferito un forte impulso al dialogo interreligioso, e Chiara Lubich da sempre promotrice del Vangelo reso quotidianità per raggiungere la fraternità universale.

Venerdì 18 febbraio, mentre passeggiava sul lungomare, per un improvviso e fatale malore, il suo cuore si è arrestato per sempre. Il twitter di David Lisnard, primo cittadino di Cannes, esprime il suo stato d’animo e quello dei suoi concittadini nell’apprendere la triste notizia: “Sono fortemente commosso dalla scomparsa di Frère Jean Baptiste, Cannois di bontà e di pace, era visceralmente legato al dialogo interreligioso. Oltre i cristiani e i suoi familiari, è in lutto tutta la comunità di Cannes. Che la terra gli sia lieve.”.

Immaginiamo che l’amore al prossimo in fr. Jean Baptiste avesse una radice profonda, frate della Famille Missionnaire de Notre-Dame, comunità religiosa a servizio della Chiesa per l’educazione dei cuori all’Amor bello, svela quanto la carità e l’umiltà fossero presupposti importanti per rispondere ad una simile vocazione. A cuore, inoltre, della sua comunità, l’impegno a mettere al primo posto l’unità nella carità e nell’amore fraterno, quali esercizio dell’ascesa spirituale, rifacendosi al motto dei fondatori: “Ut unum sint” (Siano una sola cosa).

Nel 2015, la settima edizione del Premio Chiara Lubich ci fece incontrare fr. Jean Baptiste, quando, all’indomani dell’attentato di Parigi alla sede di Charlie Hebdo, l’Associazione Città per la fraternità assegnò il premio Chiara Lubich per la fraternità a Vivre ensemble a Cannes. A ritirare il Premio, il vicesindaco di Cannes Jean-Yves Milcendeau e i membri dell’Associazione VEAC. A consegnalo, Milvia Monachesi, allora presidente dell’Associazione, e Eli Folonari, segretaria personale di Chiara Lubich, per oltre 50 anni.

Seguì un momento conviviale in cui conoscemmo dalla viva voce dei protagonisti la storia dell’Associazione della Costa Azzurra, luogo alla ribalta per le novità cinematografiche e che adesso svelava un altro volto ricco di umanità e di spiritualità. Fr. Jean Baptiste era fra loro, discreto e profondo, la stessa umiltà degli ultimi tempi quando, lavorando per il decimo anniversario di Vivre ensemble, si riuniva con il gruppo di lavoro ed inviava le lettere di invito agli amici per condividere la gioia di questa bella esperienza. Ancora nel novembre 2015, il Comune di Cannes volle rendere onore al conferimento del premio, dedicando una cerimonia nella Sala dei matrimoni. Presenti oltre 50 persone, tra cui i membri delle varie comunità religiose di Cannes: buddisti, musulmani di varie ‘correnti’ presenti in città, ebrei (anch’essi di varie tradizioni), cristiani (cattolici, protestanti, anglicani, ortodossi). A fine evento il sindaco David Lisnard ritirò il premio dalle mani di Stefano Cardinali, membro del Direttivo dell’Associazione.

Ciao Jean Baptiste, Dio, l’amore che hai scelto per la tua vita, ti ha rapito per un altro viaggio, tu accompagnaci perché sappiamo guardare con fiducia ad orizzonti lontani e non sempre facili.

Fr. Jean Baptiste, primo a sinistra, dopo un incontro per il X° anniversario di Vivre ensemble a Cannes